Showing posts with label Cina. Show all posts
Showing posts with label Cina. Show all posts

Wednesday, 20 May 2015

NUVOLA LUMINOSA STELLA, LUMINOSA: LA VITA DI UN SEMPLICE MONACO

https://librograte.it/book/dGx3enZz/Nuvola-luminosa-stella-luminosa-La-vita-di-un-semplice-Monaco#pdf

NUVOLA LUMINOSA STELLA, LUMINOSA: LA VITA DI UN SEMPLICE MONACO

Nota: 100 Voti: 1000
Questa è la storia di vita del venerabile maestro Hsing Yun, che ha dedicato la sua vita per la modernizzazione e la globalizzazione del buddismo attraverso la costruzione di templi, istituti scolastici, biblioteche, gallerie d'arte e musei in tutto il mondo. Un forte sostenitore del rispetto interreligioso e la cooperazione ha partecipato a molti eventi interreligiosi, condotto servizi di Dharma e tenne lezioni sul Buddhismo in paesi intorno al globo.

Altri libri simili:

·         F E Trotman Buddismo
·         Hodges George Everymans religione

Thursday, 9 April 2015

Gansu: le grotte buddhiste di Maijishan

https://www.youtube.com/watch?v=4sgrip9mU4A


Gansu: le grotte buddhiste di Maijishan



 


Published on Apr 9, 2015
Nel Gansu, sulla strada che conduce a Xi'an le notevoli grotte buddhiste di Maijishan sono una testimonianza di datazione molto alta sull'ingresso del buddhismo in Cina. I problemi che pongono sono molti e rimandano a visioni assai più articolate del rapporto tra Buddhismo, Cina e Persia.

 

Thursday, 23 October 2014

L'Indro : Tibet : Pechino apre al Dalai Lama?

http://www.lindro.it/politica/2014-10-22/146883-pechino-apre-al-dalai-lama

L'Indro : Tibet : Pechino apre al Dalai Lama?

Alessandra Colarizi

Sul tavolo potrebbe esserci un ritorno del leader spirituale tibetano in Cina

Quando nel 2013 Xi Jinping assunse la presidenza della Repubblica popolare cinese, di lui si sapeva ben poco salvo che la sua appartenenza alla cerchia dei 'principini rossi', gli eredi degli eroi della Rivoluzione comunista, potesse essere di buon auspicio. Il padre Xi Zhongxun, ex Vicepremier dalle inclinazioni notoriamente liberali, era infatti legato al Dalai Lama da un'insolita amicizia, tanto che omaggiato da Sua Santità Tenzin Ghiatso di un orologio molto costoso, si racconta, abbia continuato a indossarlo per molti anni. In mancanza di dati concreti, l'ipotesi che Xi junior potesse seguire le orme paterne è stata accarezzata dagli esperti di 'cose cinesi' fin dai primi mesi del nuovo Governo

Sunday, 21 September 2014

IlFatto: Tibet, Tenzin Gyatso sarà l’ultimo Dalai Lama. “Ora è tempo di smetterla”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/10/tibet-tenzin-gyatso-sara-lultimo-dalai-lama-ora-e-tempo-di-smetterla/1116931/

Tibet, Tenzin Gyatso sarà l’ultimo Dalai Lama. “Ora è tempo di smetterla”

Il quattordicesimo leader spirituale del buddhismo tibetano ha anticipato in un'intervista che manterrà il ruolo fino al compimento dei 90 anni (ne ha 79) e non avrà successori: "Abbiamo un'ottima struttura organizzata, i nostri studiosi e i nostri monaci sono formati al meglio". Il potere crescente della Cina rende sempre più difficile sensibilizzare i capi di Stato delle altre nazioni alla causa del governo in esilio

“Abbiamo avuto il Dalai Lama per cinque secoli. L’attuale, il XIV, è molto popolare. Ma è tempo di smetterla”. Così il 79enne Tenzin Gyatso, premio Nobel per la pace del 1989, in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag ha suggerito che sarà l’ultimo leader spirituale del buddhismo tibetano. “Il buddhismo tibetano non dipende da un solo individuo”, ha aggiunto, “abbiamo un’ottima struttura organizzata, i nostri studiosi e i nostri monaci sono formati al meglio”. Riconosciuto nel 1937 alla tenera età di due anni, l’attuale Dalai Lama è stato costretto all’esilio dall’invasione del Tibet da parte dell’Esercito di liberazione cinese nel 1959. Pechino ritiene di aver liberato la regione da una teocrazia di stampo feudale e addita il leader tibetano come “un lupo travestito da pecora”. Quest’ultimo – che all’epoca si rifugiò in India a Dharamsala, dove tutt’ora risiede il governo tibetano in esilio – è da sempre è attivo in una sorta di opposizione non violenta alle volontà di Pechino. Pretende che al Tibet sia riconosciuta una piena autonomia, anche se all’interno della Repubblica popolare. Ma il peso sempre maggiore della Cina nell’economia mondiale, soprattutto sulla bilancia commerciale dei singoli paesi, fa sì che l’attuale Dalai Lama abbia sempre più difficoltà a sensibilizzare i capi di stato delle altre nazioni. Un grafico di Foreign Policy mostra come, dal 2000 a oggi, il numero di incontri ufficiali con i capi di stato delle altre nazioni sia sensibilmente diminuito.  
Appena qualche giorno fa il Sud Africa ha rifiutato il visto all’eminenza spirituale tibetana. È la terza volta in cinque anni. La Russia, un alleato storico di Pechino seppur tra mille tribolazioni, ha fatto altrettanto. Ma più interessante è l’atteggiamento della Gran Bretagna. Nel 2013 David Cameron si è incontrato con il Dalai Lama nonostante Pechino l’avesse ufficialmente messo in guardia. Poi la diplomazia britannica ha lavorato un intero anno solo per ricucire i rapporti con la Repubblica popolare. Fino a dover dichiarare che il governo britannico è “completamente consapevole della sensibilità della questione legata al Tibet” e promettere che avrebbe “maneggiato con cura la questione basandosi sul rispetto delle preoccupazioni cinesi”. Un altro paese che si è inaspettatamente fatto influenzare dal diktat cinese è stata la Norvegia. Non sono arrivati a negargli il visto, ma quando Tenzin Gyatso si è recato nel paese scandinavo nessun membro del governo l’ha incontrato. Mala tempora currunt. La Norvegia ancora soffre per le restrizioni commerciali con cui la Cina l’ha punita per la consegna, nel 2010, del Nobel per la pace a Liu Xiaobo, un intellettuale che Pechino ha condannato a undici anni di carcere per “incitamento alla sovversione del potere di stato”. “Non è stata la Cina ad imporcelo”, ha dichiarato in conferenza stampa il primo ministro Erna Solberg. “Semplicemente sapevamo che se l’avessimo incontrato saremmo rimasti congelati in questo stato ancora più a lungo”.
Quello del Dalai Lama in Tibet è stato un ruolo di leadership politica e spirituale sin dal 1642. L’attuale ha abdicato al suo ruolo politico nel 2011. La speranza, dimostratasi vana, era quella di tranquillizzare la Cina sull’assenza di ambizione politiche. Ora ha ipotizzato che il suo ruolo spirituale si esaurirà con la sua morte: “Intorno ai 90 anni mi consulterò con gli altri alti lama della tradizione del buddhismo tibetano, con i tibetani e con i seguaci del lamaismo per riconsiderare se l’istituzione del Dalai Lama continuerà o no”. Precedentemente aveva ipotizzato una reincarnazione in una bella donna nata al di fuori dell’influenza cinese. Per non saper né leggere né scrivere, Pechino ha emanato una legge che proibisce al Dalai Lama di rinascere fuori dal territorio della Repubblica popolare. Cosa questo possa significare lo scopriremo solo nei prossimi anni.
di Cecilia Attanasio Ghezzi