Wednesday, 21 January 2015

Pariyatti : La meditazione Vipassana come insegnata da S.N. Goenka

http://store.pariyatti.org/Art-of-Living-The--MP3-Audiobook-italiano_p_4723.html

Pariyatti : La meditazione Vipassana come insegnata da S.N. Goenka

La traduzione italiana di "The Art of Living" è un'introduzione alla meditazione Vipassana, come insegnata da SN Goenka. Utile sia ai meditatori che ai non meditatori, il testo descrive accuratamente la pratica di Vipassana. Preparato sotto la sua supervisione e approvazione, include storie e risposte di Goenkaji alle domande dei suoi studenti, offrendo uno spaccato vivido del suo insegnamento.

Publisher: Pariyatti Digital Editions
Product Type: MP3
ISBN 13: 978-1-938754-74-6
Item Id: 704112
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Monday, 19 January 2015

La pedagogia buddhista

http://cristiano-martorella-archivio.blogspot.co.uk/2009/10/la-pedagogia-buddhista.html

venerdì 30 ottobre 2009

La pedagogia buddhista

Articolo sulla pedagogia buddhista pubblicato dalla rivista "LG Argomenti".

Cfr. Cristiano Martorella, Letteratura e pedagogia buddhista, in "LG Argomenti", n.4, anno XXXIX, ottobre-dicembre 2003, pp.63-65.


Letteratura e pedagogia buddhista
La posizione giapponese sulla questione della lettura
di Cristiano Martorella

La questione del valore pedagogico della lettura è tornata prepotentemente alla ribalta grazie ai numerosi contributi critici di Lino Gosio e Giorgio Bini che hanno sollevato importanti dubbi sull’atteggiamento della critica letteraria contemporanea.

Il Buddismo e la Pedagogia moderna

http://biricoccola.blogspot.co.uk/2008/10/educazione-come-strumento-di-pace.html

Il Buddismo e la Pedagogia moderna

Qualche giorno fa ho cominciato a sfogliare una rivista Buddista molto interessante, un'edizione interamente dedicata al tema dell' Educazione.
La cosa che mi è stata subito chiara è stato il forte legame tra questa religione/filosofia di vita e la pedagogia.

Educazione alla consapevolezza

http://www.ilfriuli.it/articolo/Tendenze/Educazione_alla_consapevolezza/13/139369

Educazione alla consapevolezza

Franco Fabbro propone un corso di meditazione orientata sulla Mindfulness

Friday, 16 January 2015

La Danza del Vajra per il Beneficio degli Esseri

https://www.youtube.com/watch?v=vVe6Imnxcms

Published on Jan 16, 2015
This is the Italian version of THE DANCE OF THE VAJRA THAT BENEFITS BEINGS, with Italian text (below). Buona visione!

La Danza del Vajra per il Beneficio degli Esseri 


Nell’insegnamento Dzogchen, Vajra significa la nostra vera natura, la condizione reale di tutti i fenomeni. La Danza del Vajra è un metodo importante che usa il suono e il movimento per integrare i tre aspetti della nostra esistenza – corpo, energia e mente – nella conoscenza della nostra vera natura.

La Danza del Vajra è un ciclo di danze che formano un metodo speciale ed efficace per purificare l’intero essere e riportarlo alla sua condizione naturale, permettendoci di sviluppare la nostra vera potenzialità e far crescere in modo naturale la chiarezza e
la compassione, verso noi stessi e gli altri. Ci apporta numerosi benefici, dandoci freschezza e giovinezza e armonizzando la nostra condizione fisica, nervosa, mentale ed emotiva.

Dodici praticanti, sei femmine e sei maschi, danzano insieme su un grande Mandala di cinque colori che rappresenta la corrispondenza tra la dimensione interna dell’individuo e quella esterna del mondo. I movimenti lenti e coordinati fatti insieme
sul Mandala, cantando piano e mantenendo la consapevolezza, producono un’esperienza di profondo rilassamento e uno stato mentale calmo, integrato con le circostanze.

Nella Danza del Vajra per il Beneficio degli Esseri i danzatori sono accompagnati dalla musica e dal canto del mantra dei Sei Spazi di Samantabhadra, il Buddha primordiale, simbolo della nostra vera natura. Questa particolare danza può essere praticata da tutti coloro che lo desiderano, anche da chi segue altri sentieri o metodi
spirituali; la sola condizione è che ne sia sempre riconosciuta e rispettata l’origine e l’integrità. *

Il Maestro Chögyal Namkhai Norbu è un esponente di primo piano della cultura tibetana ed è riconosciuto come uno dei più grandi maestri viventi dell’insegnamento Dzogchen, considerato l’essenza del Buddhismo tibetano. Ha cominciato a insegnare
la Danza del Vajra ai suoi studenti nel 1990. Da allora questa pratica si è diffusa nei centri della Comunità Dzogchen e in altri luoghi in tutto il mondo.

“L’insegnamento Dzogchen non è una filosofia,
una dottrina religiosa o una tradizione culturale;
comprenderne il messaggio significa scoprire
la propria condizione reale, spogliata di tutte
le falsificazioni e gli autoinganni creati dalla mente.” Chögyal Namkhai Norbu *

La Danza del Vajra è riconosciuta
dall’International Dance Council,
(CID) dell’UNESCO, l’organizzazione
ufficiale che raccoglie tutte le forme di danza
di ogni Paese.

Thursday, 15 January 2015

Ayya Khema: Meditando El No Ser

https://www.youtube.com/watch?v=0_iBz7Ioe-g

Ayya Khema: Meditando El No Ser


Published on Jan 15, 2015

Ayya Khema.

Meditando El No Ser.

En buddhismo nosotros usamos las palabras “ser” y “no-ser”, y por eso es importante entender de qué se trata este “no-ser,” anatta, aun si al principio es sólo una idea, porque la esencia de la enseñanza del Buddha depende de este concepto. Y en esta enseñanza el Buddha es único. Nadie, ningún otro maestro espiritual, ha formulado el no-ser de esta manera. Y porque ha sido formulado por él de esta forma, también está la posibilidad de hablar acerca de esto. Mucho se ha escrito acerca del no-ser, pero para poder conocerlo, uno tiene que experimentarlo. Y esto es hacia lo que esta enseñanza apunta, la experiencia del no-ser.

Sin embargo, para poder experimentar el no-ser, uno primero tiene que conocer totalmente el ser - en efecto conocerlo. Pero a menos que sepamos lo que este ser es, este ser llamado “yo”, es imposible saber lo que se quiere decir por “ahí no hay un ser.” Para poder deshacernos de algo, primero tenemos que tenerlo completamente en la mano.

Nosotros estamos constantemente tratando de reafirmar el ser. Lo que ya nos muestra que este “ser” es un frágil y más bien menudo asunto, porque si no lo fuera, ¿ porqué tendríamos que estar constantemente reafirmándolo? ¿Porqué estamos constantemente temerosos de que el “ser” sea amenazado de su insegura existencia, o de no conseguir lo que necesita para sobrevivir? Si fuera una entidad tan sólida como pensamos que es, no nos sentiríamos amenazados tan a menudo.

Afirmamos nuestro “ser” una y otra vez a través de la identificación. Nos identificamos con un cierto nombre, una edad, un sexo, una habilidad, una ocupación. “Yo soy un abogado, yo soy un doctor, yo soy un contador, yo soy un estudiante.” Y nos identifica-

mos con la gente a la que estamos apegados. “Yo soy un esposo, yo soy una esposa, yo soy una madre, yo soy una hija, yo soy un hijo.” Ahora, en la manera de hablar, tenemos que usar “yo” en ese sentido--pero no es solamente en el lenguaje. Nosotros realmente pensamos que ese “yo” es quien nosotros somos. Nosotros realmente lo creemos. No hay duda en nuestra mente que ese “ser” es quien nosotros somos. Cuando cualquiera de esos factores es amenazado, si ser una esposa es amenazado, si ser una madres es amenazado, si ser un abogado es amenazado, si ser maestro es amenazado--ó si perdemos a las personas que nos permiten retener ese “ser”--qué tragedia!

La auto-identificación se vuelve insegura, y el “yo” encuentra difícil decir “mírenme”, “ese soy yo”.” La alabanza y la culpa están incluidas. La alabanza reafirma el “yo.” La culpa amenaza el “yo.” Por eso, nos gusta la alabanza y nos disgusta la culpa. El ego es amenazado. Fama e infamia--la misma cosa. Pérdida y ganancia. Si ganamos, el ego se hace más grande, si perdemos, se vuelve un poco más pequeño. Por lo tanto, estamos constantemente en un dilema, y en constante miedo. El ego puede perder un poco su grandeza - se puede hacer un poco más pequeño. Y eso nos sucede a todos nosotros. Sin duda, alguien eventualmente nos va a culpar por algo. Aun el Buddha fue culpado.

Wednesday, 14 January 2015

FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA. L’essenza dell’uomo e la questione dell’umanismo (I parte).

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/breve.php3?id_breve=715

FILOSOFIA E ANTROPOLOGIA. L’essenza dell’uomo e la questione dell’umanismo (I parte). 

Un breve saggio - di Franco Toscani
martedì 13 gennaio 2015.

Umanismo, esistenza e senso dell’oltre di Franco Toscani
    • Il saggio affronta la questione dell’umanismo e dell’essenza dell’uomo in relazione ai problemi posti dalla volontà di potenza dell’uomo contemporaneo e alle istanze critiche poste in vario modo dal pensiero di Marx e di Heidegger. Lo scritto sottolinea la peculiare assenza di pensiero propria del nostro tempo (in cui domina invece la ratio strumentale-calcolante) e l’esigenza di riproporre un pensiero dell’esistenza e un senso non metafisico-dogmatico della trascendenza per contrastare le forme attuali del nichilismo.

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/breve.php3?id_breve=715